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Diversificazione e decorrelazione


Leve strategiche per la costruzione del portafoglio

  10' di lettura

Cosa si intende per diversificazione e perché è importante?


Diversificare significa suddividere il capitale tra differenti strumenti finanziari, settori, aree geografiche e mercati, evitando un'eccessiva concentrazione degli investimenti su una singola esposizione.

Questo approccio consente di limitare l'impatto che l'andamento negativo di un investimento può avere sul portafoglio complessivo. Se una componente registra risultati inferiori alle attese, le altre possono infatti contribuire a compensarne gli effetti favorendo, almeno in parte, una maggiore stabilità dei rendimenti.

La diversificazione aiuta quindi a ridurre il rischio specifico, cioè il rischio legato alle vicende di un titolo o settore. Non elimina invece il rischio sistematico, che dipende dall'andamento generale dell'economia e dei mercati finanziari.

Per questo motivo rappresenta solo uno dei principi fondamentali da tenere in considerazione nella costruzione di un portafoglio equilibrato nel tempo.

Come diversificare il proprio portafoglio?


Non esiste un’unica soluzione, né una strada univoca e valida per tutti; l'approccio più corretto e disciplinato consiste in un’attenta selezione qualitativa e quantitativa degli strumenti che andranno a comporre il portafoglio.

Per un’asset allocation bilanciata che tenga in considerazione sia il profilo di rischio che uno scenario macroeconomico in continua evoluzione, è opportuno agire su sei dimensioni principali.

Cliente che consulta la sua pensione di base tramite tablet. Cliente che pensa ad aderire ad una forma di previdenza complementare.

Asset class

 

Ripartire il capitale tra differenti classi di attività come liquidità e strumenti monetari, obbligazioni, azioni, materie prime, immobili e investimenti alternativi, utilizzando eventualmente strumenti quali fondi comuni ed ETF.

Settori

 

Suddividere le risorse tra diversi comparti industriali così da avere un equilibrio nell'esposizione tra settori ciclici (come il bancario e i consumi discrezionali) e anticiclici (come i beni e servizi essenziali) e tra quelli ad alta crescita (come il tecnologico) e difensivi (come il farmaceutico e le utilities), le cui performance risultano più resilienti anche in fasi di contrazione economica.

Aree geografiche

 

Considerare le diverse macro-aree globali, ad esempio bilanciando l’esposizione tra mercati sviluppati ed emergenti.

Valute

 

Selezionare strumenti esposti a valute differenti (come dollaro, euro, sterlina, franco svizzero o yen giapponese).

Orizzonte temporale

 

Distribuire gli investimenti bilanciando le esigenze di liquidità nel breve termine con gli obiettivi di valorizzazione del capitale nel medio-lungo periodo.

Profilo di rischio

 

Combinare attività a bassa volatilità, volte alla conservazione del capitale, con attività a rischio più elevato, in modo tale che la volatilità complessiva sia coerente con il proprio profilo.

Quali sono gli errori più comuni nella diversificazione?

 

La diversificazione non elimina il rischio, ma può aiutare a gestirlo in modo più efficace. Uno degli errori più frequenti, evidenziato anche dalla Consob1, consiste nel ritenere che sia sufficiente acquistare un elevato numero di titoli. In realtà, il numero degli investimenti non costituisce di per sé una garanzia di diversificazione.

 

Se gli strumenti selezionati appartengono allo stesso settore, alla stessa area geografica o sono influenzati dai medesimi fattori di mercato, tenderanno infatti a reagire in modo simile agli eventi economici e finanziari. In questi casi il rischio rimane concentrato e i benefici risultano limitati, nonostante l’apparente ampiezza del portafoglio.

 

È questo il significato della diversificazione ingenua, descritta anche da Banca d’Italia sul sito “Economia per tutti”2. Si tratta di una trappola comportamentale che porta l'investitore a credere di aver distribuito il rischio tra più strumenti, senza aver valutato adeguatamente le caratteristiche e le relazioni esistenti tra essi.

 

Per costruire un portafoglio realmente diversificato non basta quindi aumentare il numero degli investimenti: strumenti, settori, aree geografiche e profili di rischio troppo simili tra loro possono dare solo un’apparenza di diversificazione.

Cos'è la decorrelazione e perché è utile?

 

Per selezionare in maniera consapevole il mix di asset che andranno a comporre la strategia di investimento è necessario fare riferimento anche al concetto di correlazione: se due strumenti sono correlati andranno nella stessa direzione, al rialzo o al ribasso, viceversa se sono decorrelati l’andamento di uno non influenzerà quello dell’altro.

 

La decorrelazione indica pertanto il modo in cui due o più strumenti finanziari si muovono indipendentemente l'uno dall'altro.

 

Può essere utile a gestire le fasi di incertezza e volatilità sui mercati: selezionando elementi che reagiscono in modo differente ad alcuni eventi macroeconomici, come ad esempio inflazione e tassi d'interesse, sarà più facile ottenere una maggiore resilienza del portafoglio nel lungo periodo.

 

Come teorizzato per la prima volta dall'economista e premio Nobel Harry Markowitz nell'articolo "Portfolio Selection" pubblicato nel 19523, il livello di rischio di un portafoglio non dipende solo dalla somma dei suoi singoli componenti, ma anche da come i titoli interagiscono tra loro. La Modern Portfolio Theory (MPT) o Teoria Moderna del Portafoglio sviluppata da Markowitz illustra come la combinazione di attività finanziarie caratterizzate da differenti livelli di correlazione possa contribuire a migliorare il rapporto tra rischio e rendimento di un portafoglio. In questo modello il grado di relazione tra due asset viene misurato mediante il coefficiente di correlazione, il cui valore è compreso tra -1 e +1.

 

Valore del coefficiente Relazione tra gli asset Impatto sul portafoglio
+1
Correlazione positiva
I due asset si muovono nella stessa direzione. Nessun beneficio di diversificazione: i titoli reagiscono in modo analogo alle condizioni di mercato, mantenendo elevata l’esposizione agli stessi fattori di rischio.
0
Decorrelazione
I due asset si muovono in modo indipendente l'uno dall'altro. Benefici di diversificazione significativi: la performance di un asset non condiziona quella dell'altro, contribuendo a ridurre la volatilità complessiva del portafoglio.
-1
Correlazione negativa
I due asset si muovono in direzioni opposte, uno sale e l’altro scende. Massimo beneficio di diversificazione: la tendenza dei due asset a muoversi in direzioni opposte può contribuire a rendere il portafoglio più resiliente nelle fasi di instabilità.

 

In sintesi: quanto più la correlazione tra gli asset è bassa (o negativa), tanto maggiore è il potenziale beneficio della diversificazione e la capacità del portafoglio di contenere il rischio senza necessariamente rinunciare al rendimento atteso.

Qualche esempio pratico può essere utile per comprendere meglio queste dinamiche. Analizziamo il prezzo del petrolio: se le quotazioni del greggio aumentano a causa di tensioni geopolitiche o di una crescita della domanda globale, le azioni delle società petrolifere saliranno (correlazione positiva) mentre quelle delle compagnie aeree scenderanno (correlazione negativa) per via dei costi che impattano sui margini delle aziende. Un esempio di decorrelazione si osserva invece confrontando un titolo del comparto oil con uno del settore tecnologico. Quest’ultimo non risente direttamente delle variazioni del prezzo del petrolio, ma è influenzato da altri fattori. Di conseguenza, se il primo sale o scende per via dei movimenti del greggio, il secondo si muove in maniera indipendente.

 

Come applicare questi concetti teorici nella costruzione del portafoglio?


La costruzione di un portafoglio richiede una selezione attenta e accurata dei vari "pesi" che andranno a comporlo. Ogni scelta di investimento deve essere ben soppesata, senza perdere di vista i pilastri alla base di una buona pianificazione:

Obiettivi finanziari


Tolleranza al rischio


Situazione patrimoniale


Orizzonte temporale


In un vademecum stilato nel 2023 dall'EBA4 (Autorità Bancaria Europea) insieme a Consob, Banca d'Italia, Covip e Ivass, all’interno della sezione dedicata agli investimenti si invita a considerare alcuni principi fondamentali, come "mantenere un portafoglio ben diversificato" e "assicurarsi che gli investimenti rimangano allineati con i propri obiettivi".

 

Diversificazione e decorrelazione degli asset non vanno, quindi, intese come scelte di allocazione statiche, bensì come un processo strategico che richiede un continuo aggiornamento. L'evoluzione dei cicli macroeconomici, il mutamento delle politiche monetarie e le inevitabili oscillazioni dei prezzi possono cambiare l'equilibrio del portafoglio definito nella fase iniziale. Diventa pertanto indispensabile una costante attività di controllo e un ribilanciamento periodico per mantenerlo coerente con gli obiettivi prefissati.

 

Affidarsi ad un professionista qualificato è fondamentale per tradurre i principi teorici in una strategia d'investimento strutturata e personalizzata sulle esigenze di ciascun investitore. Oltre ad offrire un presidio costante e una gestione razionale del portafoglio, il supporto di un consulente è utile per limitare eventuali condizionamenti emotivi e aiutare a preservare la stabilità del capitale investito anche nelle fasi di maggiore instabilità dei mercati.

1 Commissione nazionale per le società e la Borsa (Consob), La diversificazione.

2 L’Economia per tutti, Banca d’Italia per la cultura finanziaria, La diversificazione ingenua.

3 Markowitz, H., “Portfolio Selection”, J. Finance, anno 1952.

4 EBA, Consob, Covip, Ivass, Banca d’Italia, “Quali conseguenze hanno l'inflazione e dell'aumento dei tassi sui miei soldi?”, anno 2023.

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