Integrare i criteri ESG nelle decisioni finanziarie
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Investire in modo sostenibile significa adottare un approccio basato non solo su logiche di profitto e di rischio, ma anche su logiche che tengano conto delle dimensioni ambientali, sociali e di buona governance.
In un contesto in cui i cambiamenti climatici sono sempre più evidenti, così come le ripercussioni sull’economia e sul sistema finanziario, i fattori ESG (Environmental, Social and Governance) diventano un ulteriore elemento chiave del processo decisionale che identifica un investimento sostenibile.
La traiettoria della finanza sostenibile ha seguito un percorso di continua evoluzione, modellandosi in risposta ai dinamici cambiamenti socioeconomici e ambientali del nostro pianeta.
A partire dagli anni ‘60, il risveglio sociale guidato dai movimenti per i diritti civili e l’ascesa della partecipazione democratica hanno progressivamente aumentato la consapevolezza di dover adottare un modello di sviluppo sostenibile.
La vera accelerazione avviene però a partire dal XXI secolo, quando Stati e Governi hanno rafforzato la loro collaborazione, a livello globale, per ricercare soluzioni utili a migliorare in modo duraturo le condizioni di vita e a salvaguardare le risorse naturali. In questo contesto, sono due le tappe che hanno contribuito nel dare una svolta sostanziale al percorso verso la sostenibilità.
Per apprezzare a fondo il significato e l’evoluzione della finanza sostenibile, è importante considerare anche il contesto normativo e le direttive emanate dall’Unione Europea per assicurare coerenza e affidabilità agli investimenti sostenibili, nonché integrare la sostenibilità nella gestione dei rischi.
Il più recente intervento risale ad agosto 2022, data a partire dalla quale il questionario MiFID è stato arricchito con domande dedicate alle preferenze di sostenibilità. Quest’ultimo diventa quindi uno strumento che non solo ha l’obiettivo di valutare la conoscenza, l’esperienza e la tolleranza al rischio dell’investitore, ma anche determinare se e con quale intensità considerare le preferenze di sostenibilità nelle scelte di investimento, nonché accrescere il grado di consapevolezza rispetto all’impatto che le decisioni finanziarie possono avere sul benessere del pianeta e della società.
Il primo passo è stabilire gli obiettivi da raggiungere nel corso di un orizzonte temporale prefissato, tenendo conto della propria propensione al rischio.
Da tenere in considerazione, per la creazione di un portafoglio ESG, non solo le finalità come l’accumulo del capitale e l’integrazione del reddito ma anche la sostenibilità. Quest’ultima è stata introdotta come finalità necessaria a partire dall’agosto 2022.
Fondamentale è determinare quale strategia adottare nel processo decisionale dell’investimento. Di seguito descriviamo quelle più significative.
Approcciarsi a scelte di investimento sostenibili può rappresentare anche un’opportunità dal punto di vista finanziario.
Già nel 2007, uno studio condotto dall’UNEP-Finance Initiative Mercer (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente e la finanza) concludeva che prendere in considerazione fattori ESG nel processo di investimento non comporta penalizzazioni.
Un ulteriore importante contributo, che mette in luce la correlazione positiva tra sostenibilità del business di un’azienda e le sue performance finanziarie, proviene da Gunnar Friede, Timo Busch e Alexander Bassen attraverso il loro studio “ESG and financial performance: aggregated evidence from more than 2.000 empirical studies”.
Relazione tra sostenibilità del business e performance finanziarie.
In una ricerca di Friede, Busch e Bassen del 2015 sono stati analizzati 2.000 studi focalizzati sul tema della relazione che intercorre tra sostenibilità del business di un’azienda e performance finanziarie: gli autori hanno riscontrato una relazione positiva nel 56,7% degli studi in esame, mentre solo nel 5,8% è emersa una relazione negativa.

Fonte: G. Friede, T. Busch, A Bassen, 2015 “ESG and financial performance: aggregated evidence from more than 2.000 empirical studies” Journal of Sustainable Finance & Investment, Vol. 5, No. 4, P.221.
Interessante è anche notare come l’investimento sostenibile possa rappresentare uno strumento di difesa per ridurre la rischiosità di portafoglio. La ricerca del 2019 di Morgan Stanley “Sustainable Reality. Analizing Risk and Return of Sustainable Funds”, condotta sulle performance di quasi 11.000 fondi comuni di investimento dal 2004 al 2018, mostra come l’integrazione dei criteri ambientali, sociali e di governance nei portafogli possa sia aiutare a limitare il rischio di mercato sia a mitigare la volatilità.
Da non trascurare, infine, è il vantaggio competitivo di cui beneficiano le aziende con solide credenziali di sostenibilità. Quest’ultime, risultando potenzialmente meno vulnerabili a crisi ambientali, a sanzioni normative e a scandali etici che possano significativamente comprometterne la reputazione, godono di una maggiore stabilità nel lungo periodo e, di conseguenza, rappresentano un investimento meno rischioso.
Gli strumenti finanziari sostenibili offrono dunque molteplici opportunità. Ciò non deve però escludere il valore e l’importanza della consulenza personalizzata di un Advisor qualificato che, anche grazie ad aggiornamenti costanti, verificherà la coerenza tra le preferenze di sostenibilità e gli obiettivi d’investimento.
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