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Previdenza complementare


Iniziare a costruire oggi il proprio domani

  7' di lettura

Evoluzione demografica e del sistema pensionistico: come influiscono sulla previdenza?

 

I cambiamenti demografici esercitano un forte impatto sulle economie e sui sistemi sanitari e previdenziali.

 

In riferimento al nostro Paese, l’aumento dell’aspettativa di vita e il conseguente incremento della popolazione anziana stanno gradualmente richiedendo maggiori servizi di assistenza, nonché mettendo a repentaglio la sostenibilità finanziaria a lungo termine del sistema previdenziale pubblico.

 

Oltre a ciò, anche il calo del tasso di natalità ha ridotto nel corso del tempo il numero di giovani lavoratori che contribuiscono al primo pilastro previdenziale.

Numerose persone in una piazza.

Sempre più persone vivono più a lungo, consumando così maggiori risorse rispetto a quelle accumulate durante la loro vita lavorativa.



Advisor che analizza un documento.

Il numero di contribuenti attivi diminuisce, mentre aumentano le risorse necessarie per garantire le pensioni pubbliche.



In un contesto contraddistinto quindi da un invecchiamento della popolazione e da un rallentamento economico, il nostro Governo ha iniziato – in particolare dagli anni ’90 – a prendere coscienza della necessità di riformare il sistema pensionistico pubblico.

1992 1992

1995 1995

2011 2011




La riforma Amato (D.Igs. 503/92) introduce l'innalzamento graduale dell'età pensionabile da 55 a 60 anni per le donne e da 60 a 65 anni per gli uomini, oltre all'aumento del requisito contributivo minimo per le pensioni di anzianità da 15 a 20 anni.


La riforma Dini (D.Igs. 335/95) segna il passaggio dal calcolo retributivo a quello contributivo. La differenza è sostanziale: nel primo la pensione è calcolata in base allo stipendio percepito nell'ultimo periodo lavorativo, mentre nel secondo l'importo dipende dai contributi effettivamente versati durante la vita lavorativa.


La riforma Fornero (D.Igs. 201/11) innalza ulteriormente i requisiti per raggiungere la pensione. Tra i principali punti introdotti, la legge prevede che l'età di pensionamento si alzi progressivamente poiché legata all'aspettativa di vita.

Questi interventi hanno complessivamente aiutato a rendere il sistema più sostenibile, ma hanno anche portato alla riduzione dell’importo dei futuri assegni: per le nuove generazioni aumenta quindi il cosiddetto Gap Pensionistico, ovvero la differenza tra l’ultima retribuzione percepita e l’importo mensile della pensione.

Cosa si intende per previdenza obbligatoria e complementare?


La previdenza obbligatoria e quella complementare hanno un obiettivo comune: garantire un reddito dopo il termine della vita lavorativa.

Cliente che consulta la sua pensione di base tramite tablet. Cliente che pensa ad aderire ad una forma di previdenza complementare.

Previdenza obbligatoria

 

Corrisponde al sistema pubblico di previdenza, ovvero al modo in cui lo Stato garantisce il mantenimento del benessere dei cittadini una volta raggiunta l’età pensionistica.

Attraverso la previdenza obbligatoria lo Stato assicura almeno un tenore di vita minimo, a prescindere dal tempo lavorato e dall’attività svolta.

Previdenza complementare

 

È una forma di previdenza privata e volontaria che integra quella obbligatoria, senza sostituirla.


Aderire alla previdenza integrativa significa accantonare regolarmente, in specifici strumenti finanziari (come, ad esempio, i fondi pensione e i piani individuali pensionistici), una parte dei risparmi durante l’età lavorativa per ottenere in futuro una pensione che si sommi a quella di base.

Per preservare oggi il proprio reddito futuro è quindi necessario pianificare, con tempestività e ragionevolezza, obiettivi di vita e finanziari nonché individuare strumenti per integrare la pensione di base.

Quali sono i benefici della previdenza complementare?


La previdenza complementare rappresenta una scelta di valore per mantenere nel tempo un adeguato tenore di vita anche a livello familiare ed è altresì un’opportunità di risparmio che offre molteplici vantaggi.

Flessibilità


È possibile sospendere o modificare gli importi e la periodicità dei versamenti, nonché richiedere anticipatamente parte delle somme accantonate per far fronte a specifiche necessità.

Definizione dei beneficiari


È possibile indicare i beneficiari che, in caso di decesso del titolare della soluzione previdenziale, potranno accedere al capitale versato sia durante la fase di contribuzione che - se si è scelta la rendita reversibile - in quella di erogazione.

Libertà di scelta


È possibile, al momento del pensionamento, ricevere il capitale versato come rendita oppure ottenere fino al 50% delle quote versate in un’unica soluzione e la restante parte come rendita. Nei casi previsti dalla legge, è inoltre possibile richiedere di liquidare l’intero capitale.

Fiscalità agevolata


È possibile beneficiare di una tassazione agevolata sui rendimenti rispetto ad altre forme di investimento. Inoltre, è consentito dedurre dalla dichiarazione dei redditi i contributi versati fino a una quota pari a 5.164,57€.

Il risparmio versato con finalità previdenziale è inoltre tutelato dalla vigilanza di apposite autorità come la COVIP (Commissione di vigilanza sui fondi pensione) che garantisce la solida, sana e prudente gestione del sistema di previdenza complementare.

Quali elementi considerare per definire un piano di previdenza complementare?

 

Essere consapevoli della necessità di destinare risorse private a protezione del proprio futuro economico è il primo passo per approcciarsi al mondo della previdenza.

 

La tempestività e l’attenta pianificazione sono altrettanto fondamentali:

  • il tempo è una delle risorse più preziose quando si tratta di investire per la pensione. Iniziare a costruire la propria base previdenziale il prima possibile, anche quando non si è ancora entrati nel mondo del lavoro, significa darsi la possibilità di beneficiare di un capitale maggiore nel proprio domani.

  • Una buona pianificazione parte dall’analisi della propria situazione finanziaria. Mettere a fuoco le reali esigenze presenti e future, individuando le priorità, aiuta ad utilizzare al meglio le risorse per soddisfare bisogni e obiettivi. Oltre a ciò, un’attenta valutazione richiede anche di considerare fattori come l’inflazione, che erode il potere d’acquisto negli anni, le spese sanitarie, che tendono ad aumentare con il trascorre del tempo e, infine, gli eventuali imprevisti che potrebbero ledere i risparmi.

 

Affidarsi infine alla preparazione di un Advisor significa beneficiare di un servizio personalizzato che risponde a specifiche aspettative. Il suo supporto permette di individuare le soluzioni di investimento previdenziali più adatte a esigenze e caratteristiche individuali, come l’età e il profilo finanziario.

Il presente documento ha esclusivamente natura e scopi informativi generali. Non costituisce un’offerta, né un invito, né una raccomandazione ad effettuare investimenti o disinvestimenti, né una sollecitazione all’acquisto, alla vendita, alla sottoscrizione di prodotti e/o strumenti finanziari, né una consulenza in materia di investimenti.

 

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