Leve strategiche per la costruzione del portafoglio
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Diversificare significa suddividere il capitale tra differenti strumenti finanziari, settori, aree geografiche e mercati, evitando un'eccessiva concentrazione degli investimenti su una singola esposizione.
Questo approccio consente di limitare l'impatto che l'andamento negativo di un investimento può avere sul portafoglio complessivo. Se una componente registra risultati inferiori alle attese, le altre possono infatti contribuire a compensarne gli effetti favorendo, almeno in parte, una maggiore stabilità dei rendimenti.
La diversificazione aiuta quindi a ridurre il rischio specifico, cioè il rischio legato alle vicende di un titolo o settore. Non elimina invece il rischio sistematico, che dipende dall'andamento generale dell'economia e dei mercati finanziari.
Per questo motivo rappresenta solo uno dei principi fondamentali da tenere in considerazione nella costruzione di un portafoglio equilibrato nel tempo.
Non esiste un’unica soluzione, né una strada univoca e valida per tutti; un approccio consapevole e disciplinato richiede un’attenta selezione qualitativa e quantitativa degli strumenti che andranno a comporre il portafoglio.
Per un’asset allocation bilanciata che tenga in considerazione sia il profilo di rischio che uno scenario macroeconomico in continua evoluzione, è opportuno agire su cinque dimensioni principali.
La diversificazione non elimina il rischio, ma può aiutare a gestirlo in modo più efficace. Uno degli errori più frequenti consiste nel ritenere che sia sufficiente acquistare un elevato numero di titoli. In realtà, la numerosità degli investimenti non costituisce una garanzia di diversificazione2.
Se gli strumenti selezionati appartengono allo stesso settore, alla stessa area geografica o sono influenzati dai medesimi fattori di mercato, tenderanno infatti a reagire in modo simile agli eventi economici e finanziari. In queste circostanze il rischio rimane concentrato e i benefici risultano limitati, nonostante l’apparente ampiezza del portafoglio.
Questo fenomeno è noto come diversificazione ingenua3. Si tratta di una trappola comportamentale che porta l'investitore a credere di aver distribuito il rischio tra più strumenti, senza avere però valutato adeguatamente le caratteristiche e le relazioni esistenti tra essi.
Nella definizione di una strategia di investimento può essere utile valutare anche il grado di correlazione tra gli strumenti finanziari, ovvero la misura della relazione tra i loro andamenti nel tempo.
In generale, due o più asset presentano una correlazione positiva quando tendono a muoversi nella stessa direzione, sia al rialzo sia al ribasso. Al contrario, si ha una correlazione negativa quando il movimento di uno tende ad associarsi ad un andamento opposto di un altro.
Si parla invece di decorrelazione quando il rapporto tra gli andamenti di due o più strumenti è debole o assente. In questi casi, le variazioni di uno non influenzano in modo significativo quelle degli altri.
Considerare questo aspetto può aiutare nelle fasi di incertezza e volatilità dei mercati: la selezione di strumenti che reagiscono in modo differente ad alcuni eventi macroeconomici, come ad esempio l’inflazione o la variazione dei tassi d'interesse, può contribuire a rendere il portafoglio maggiormente resiliente.
Come teorizzato per la prima volta dall'economista e premio Nobel Harry Markowitz nell'articolo "Portfolio Selection" pubblicato nel 19524, il livello di rischio di un portafoglio non dipende solo dalla somma dei suoi singoli componenti, ma anche da come i titoli interagiscono tra loro. La Modern Portfolio Theory (MPT) o Teoria Moderna del Portafoglio sviluppata da Markowitz illustra come la combinazione di attività finanziarie caratterizzate da differenti livelli di correlazione possa contribuire a migliorare il rapporto tra rischio e rendimento. In questo modello il grado di relazione tra due asset viene misurato mediante il coefficiente di correlazione, il cui valore è compreso tra -1 e +1.
| Valore del coefficiente | Relazione tra gli asset | Impatto sul portafoglio |
|---|---|---|
| Correlazione positiva, +1 | I due asset si muovono nella stessa direzione. | Benefici di diversificazione limitati o nulli: i titoli reagiscono in modo analogo alle condizioni di mercato, mantenendo elevata l’esposizione agli stessi fattori di rischio. |
| Decorrelazione, 0 | I due asset si muovono in modo indipendente l'uno dall'altro. | Benefici di diversificazione significativi: la performance di un asset non condiziona quella dell'altro, contribuendo a ridurre la volatilità complessiva del portafoglio. |
| Correlazione negativa, -1 | I due asset si muovono in direzioni opposte, uno sale e l’altro scende. | Benefici di diversificazione potenzialmente massimi: la tendenza dei due asset a muoversi in direzioni opposte può contribuire a rendere il portafoglio più resiliente nelle fasi di instabilità. |
In sintesi: una correlazione contenuta o negativa tra gli asset può amplificare i potenziali effetti della diversificazione. Questo può favorire una più equilibrata distribuzione del rischio, senza tuttavia azzerarlo nè garantire specifici risultati in termini di rendimento.
Qualche esempio può essere utile per comprendere meglio queste dinamiche. Analizziamo il prezzo del petrolio: se le quotazioni del greggio aumentano a causa di tensioni geopolitiche o di una crescita della domanda globale, le azioni delle società petrolifere saliranno (correlazione positiva) mentre quelle delle compagnie aeree scenderanno (correlazione negativa) per via dei costi che impattano sui margini delle aziende. Un esempio di decorrelazione si osserva invece confrontando un titolo del comparto oil con uno del settore tecnologico. Quest’ultimo non risente direttamente delle variazioni del prezzo del petrolio, ma è influenzato da altri fattori. Di conseguenza, se il primo sale o scende per via dei movimenti del greggio, il secondo si muove in maniera indipendente5.
La costruzione di un portafoglio richiede un’attenta valutazione delle diverse componenti e del peso da assegnare a ciascuna di esse. Ogni scelta di investimento deve inoltre essere coerente con gli elementi che costituiscono le basi di una corretta pianificazione.
Diversificazione e decorrelazione non vanno quindi intese come scelte statiche, ma come parte di un processo che richiede un continuo aggiornamento. L'evoluzione dello scenario macroeconomico, i cambiamenti nelle politiche monetarie e le oscillazioni dei mercati possono infatti modificare l'equilibrio del portafoglio definito in fase iniziale. Diventa pertanto opportuna una costante attività di revisione e ribilanciamento così da mantenere l’allocazione in linea con gli obiettivi prefissati.
Il supporto di un professionista qualificato può aiutare a tradurre questi principi teorici in una strategia d'investimento strutturata e personalizzata, costruita sulle specifiche caratteristiche ed esigenze di ciascun investitore. Può inoltre contribuire ad un monitoraggio periodico degli investimenti, promuovendo un approccio più consapevole alla loro gestione anche nelle fasi di maggiore instabilità dei mercati.
1 Gli esempi dei settori hanno esclusivamente finalità esemplificative e non devono essere interpretati come indicazioni, raccomandazioni o preferenze di investimento.
2 Commissione nazionale per le società e la Borsa (Consob), La diversificazione.
3Banca d’Italia per la cultura finanziaria, l’Economia per tutti, La diversificazione ingenua.
4 Markowitz, H., “Portfolio Selection”, J. Finance, anno 1952.
5 L'esempio ha esclusivamente a finalità didattiche e semplifica dinamiche di mercato che, nella realtà, possono essere influenzate da molteplici fattori. Le relazioni descritte, pur ispirandosi a fenomeni osservabili sui mercati finanziari, non sono costanti né garantite nel tempo e non devono essere interpretate come raccomandazioni di investimento, previsioni o garanzie sull’andamento futuro di specifici strumenti finanziari, settori o mercati.
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